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La Bosnia è stata proprio un’ottima idea. Prima del nostro viaggio a Dubrovnik, Croazia, sapevo che eravamo vicino sia al Montenegro che alla Bosnia ed Erzegovina. Infatti vidi su getyourguide.com un tour di una giornata intera a Mostar, dove c’è il famoso ponte e alle cascate di Kravica.  Il tour veniva 30 euro a persona e non erano inclusi i 10 euro per l’ingresso alle cascate e i 3 euro come tassa al confine. Quindi a soli 43 euro e circa 2 ore e 30 minuti avevamo l’opportunità di vistare un paese nuovo in una sola giornata durante il nostro viaggio in Croazia. Subito lo proposi alla mia compagna e presi i biglietti! Era un’occasione troppo invitante per visitare la Bosnia e un monumento famoso, patrimonio dell’Unesco, e uno scenario naturale incredibile come le cascate.

Il tour inizia dal nostro punto di raccolta alle ore 6:15 di mattina, proprio sotto il nostro appartamento a Mlini, e prosegue prendendo gli altri turisti negli altri punti di raccolta a Dubrovnik. Il tragitto lungo la costa croata è stato uno scenario bellissimo, questi piccoli paesini affacciati sul mare, porticcioli che sembravano usciti da un film, isole e isolette ovunque e ovviamente un mare meraviglioso soprattutto al mattino presto. Arrivati al confine la nostra guida raccoglie tutti i nostri documenti/passaporti per farli controllare alla dogana, dopo circa 20 min di controlli entriamo in Bosnia. Appena vedo la segnaletica ‘’BOSNIA HERZEGOVINA’’ l’adrenalina e l’emozione sale sempre di più, era un altro paese nuovo e non vedevo l’ora di godermi tutta la giornata. La prima sosta è a Neum, un paesino sulla costa, ad una ‘specie’ di un nostro autogrill per la toilette ed un caffè. Dopo un caffè e qualche foto allo sfondo dietro di noi il nostro viaggio prosegue. La prima cosa che mi ha colpito è stata la quantità infinita di verde. Una natura davvero rigogliosa, alberi, piante, e distese di montagne piene di verde. Un’altra cosa che ho notato durante il tragitto erano queste case piccole, massimo a 2 piani, tutte con un orticello davanti casa. 

Infatti la guida ci spiegava che l’agricoltura è una delle fonti di sostentamento più diffuse nel paese. Le case mi ricordavano un po’ quei posti ex sovietici, stile anni ’80, anche se c’erano anche case moderne ma la maggior parte erano tutte queste casette ‘modeste’ con l’orticello privato. Lungo il tragitto la guida ci spiega un po’ la storia e la guerra dell’ex Jugoslavia, e alcune fabbriche abbandonate lungo la strada hanno reso il racconta ancora più malinconico. Dopo quasi 3 ore dalla partenza da Dubrovnik finalmente arriviamo a Mostar. Il bus ci lascia i un parcheggio poco fuori la zona vecchia, la curiosità aumentava sempre di più. Incontriamo la nostra guida per Mostar: Keno. Ci spiega che la visita guidata durava 40 minuti e che poi avevamo del tempo libero da sfruttare prima tornare al bus alle 13:45. Mentre ci dirigiamo verso il ponte la guida ci spiega un po’ la storia della città, qualche curiosità, ma soprattutto di come a Mostar ci fossero musulmani, ortodossi e cristiani. Infatti si notavano sia minareti di moschee e sia campanili di chiese. Arrivati nella parte vecchia passiamo per una stradina piccola, fatta tutta di ciottoli del fiume come pavimento. Ai lati c’erano negozi, perlopiù di souvenir e prodotti tipici, cafè e ristorantini.

Finalmente arriviamo sul ponte, ed è stata una bellissima sensazione, quella di vedere o essere in un posto dove prima l’avevi solo vista su foto o video. Il ponte si trova sul fiume Neretva, il fiume più freddo del mondo ha detto la nostra guida. Sul ponte la guida ci spiega che circa 30 anni fa fu distrutto durante la guerra, ma poi è stato ricostruito minuziosamente come quello originale, anche con la stessa pietra di quello antico. Superato il ponte ci fermiamo a fare delle foto con sfondo il ponte, e la guida ci lascia. Faceva molto caldo, infatti in estate piena poiché è in una valle, a Mostar la temperatura può arrivare anche a 50 gradi! Dopo varie foto però puntavo la Moschea di Pasha. Avevo visto che da questa moschea, proprio davanti al ponte,  si poteva salire sul minareto e avere una vista unica  sulla città. Quando entro in una moschea non so perché ma è na sensazione incredibile come se fosse una scarica di adrenalina, e l’idea di salire su un minareto per la prima volta rendeva tutto elettrizzante. Paghiamo 8 euro a testa e abbiamo l’ingresso anche sul minareto. Dopo essere entrati e fatto qualche foto e video con annesso velo per lei, iniziamo a salire sul minareto. Strettissimo, come se fosse una scala a chicciola infinta di pietra, anche con gente che scendeva mentre salivamo. Arrivati in cima però la vista era pazzesca. Il fiume sottodi noi e il ponte. Intorno si vedevano i tetti delle case antiche, qualche altro minareto, verde e alberi, e canoe e gommoni nel fiume rendevano tutti così pittoresco, era come essere indietro nel tempo, in un vilaggio antico.

Scesi dal minareto era ormai ora di pranzo e ci fermiamo a un ristorantino con una terrazza sul fiume e con vista sul ponte. Mi ero segnato tutte le cose tipiche consigliate dalla nostra guida sul bus e infatti ordiniamo un mix di carne alla griglia e un piatto di antipasti tipici bosniaci. Da polpette, patate, salsiccie, pollo e i famosi Čevapčići: piccoli salsicciotti di carne tritata generalmente manzo o agnello, cucinati alla griglia e serviti con pane (somun), cipolla cruda e, a volte, una salsa piccante chiamata ajvar. Fu tutto squisito, mi ricordava un po’ Istanbul, infatti la cucina bosniaca è una fusione di varie culture, paghiamo circa 15 euro a persona, davvero pochissimo infatti sapevamo che la Bosnia era più economica della Croazia. Dopo un’ultima affacciata sul ponte, godendoci la vista fino all’ultimo, ci dirigiamo al parcheggio del bus. Da Mostar infatti la nostra giornata bosniaca proseguiva alle cascate di Kravice, a circa 50 min da Mostar.

La Bosnia infatti, come ci ha anche detto la nostra guida, ha il numero di cascate più altro d’Europa, ce ne sono davvero in una quantità assurda e queste di Kravica, che si trovano a sud del paese sono tra le più importanti e iconiche del paese. Alte quasi 25 metri e comprendono una larghezza di circa 120 metri formano delle acque cristalline dove in estate i turisti o chi va a visitarle può fare anche il bagno. Il rumore delle cascate lungo il tragitto a piedi nel sentiero tra gli alberi si faceva sempre più forte, fino a che ce le ritroviamo davanti. Uno spettacolo della natura indescrivibile, belle e potenti. Non capita tutti i giorni di vedere una cascate, qui erano addirittura più di una tutte che cadevano in queste piscina naturale di colore misto tra turchese e verde smeraldo. Scendemmo fino alla riva, e lì la tentazione di buttarmi fu fortissima. Purtroppo non portammo costumi o asciugamani, ma era un’occasione unica. E così mi spogliai e solo con lo slip entrai in acqua, fredda ma rigenerante. Dopo il tuffo riemersi e vedi quello spettacolo difronte e intorno a me, sarà di sicuro un bagno che non dimenticherò mai. Dopo cercai di asciugarmi al sole come meglio potevo e dopo le ultime foto e video dovevamo tornare al bus. Per strada al ritorno dove notai comunque delle bandiere croate nonostante fossimo in Bosnia, ci rendemmo conto che avevamo passato una giornata meravigliosa e che la Bosnia avrà sempre un posto speciale nei nostri ricordi. L’unica nota negativa, se proprio vogliamo trovarla è stata la lunga attesa al confine per rientrare in Croazia, quasi 45 minuti dove la nostra guida portò i documenti all’ufficio di dogana. Una procedura lenta e forse troppo burocratica. Ma per tutto il resto fu davvero una giornata speciale, indimenticabile. Hvala Bosno!